Nuova università nell’ospedale di Pietra Ligure, parla il presidente degli Ordini in Liguria – IL SECOLO XIX – domenica 30 agosto 2026 (in allegato articolo)
Lunedì, 31 Agosto 2026 09:38
Guido Filippi /GENOVA
Alessandro Bonsignore
«Medicina privata? Creerà disoccupati. La Regione non ci ha informato»
Nuova università nell’ospedale di Pietra Ligure, parla il presidente degli Ordini in Liguria
«Non è vero che c’è carenza di professionisti, così si formano giovani che faticheranno a lavorare»
Più posti a Medicina? Non ha senso, si fanno spendere cifre esorbitanti alle famiglie, si illudono i ragazzi e si rischia di creare un esercito di disoccupati, ma c’è un altro problema: la Regione ha dato l’ok a Link Campus, altrimenti un’università privata non avrebbe potuto aprire, ma non ci ha coinvolto. Non so se l’accordo è stato firmato dalla giunta Bucci o dalla giunta Toti, dal momento che si parla da almeno tre anni di questa operazione a Pietra Ligure, ma resta il fatto che non ci è stato chiesto un parere». Alessandro Bonsignore, presidente dell’Ordine dei medici di Genova e della federazione regionale degli Ordini dei camici bianchi liguri, ha scoperto dal Secolo XIX che, nelle prossime settimane, aprirà all’interno dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure un corso di Medicina con una sessantina di posti. Si è sentito scavalcato, nonostante i suoi ottimi rapporti con l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò, e si è risentito il consiglio dell’Ordine che gli ha chiesto di intervenire.
L’Ordine dei medici non è stato informato? «No, nonostante ci sia un tavolo regionale di coordinamento dei fabbisogni: ci riuniamo spesso, ma questa volta nemmeno una telefonata. Ed è grave: ci saremmo limitati a dire che non c’è la necessità di aumentare il numero dei posti che già ora è superiore al fabbisogno. Non è un problema di università pubblica o privata, ma l’Ordine non può restare in silenzio se questa operazione viene spacciata in modo scorretto e con numeri sbagliati. Noi non siamo stati coinvolti, ma certe cose dobbiamo dirle, visto che siamo gli unici ad avere il quadro preciso. L’Università di Genova ha i dati dei docenti che insegnano ora e che insegneranno tra dieci anni. Noi abbiamo la situazione complessiva dei medici che lavorano nel pubblico e nel privato, compreso i pensionati che continuano ad esercitare la professione».
Quindi, come ha detto il nuovo rettore Uccelli, non ci sarà una carenza di medici? «Abbiamo la panoramica di quello che succederà tra dieci o quindici anni: avremo oltre 20 mila specialisti su 27 mila iscritti a Medicina, tenuto conto che circa 5 mila si perderanno per strada. Purtroppo, ne serviranno la metà. Dobbiamo sempre considerare che un giovane impiega tra dieci e dodici anni per essere formato tra laurea e specialità. Noi utilizziamo anche gli algoritmi per avere il quadro aggiornato. Nel 2036 avremo il doppio dei medici, rispetto alle richieste del mercato».
Allora è contrario ad allargare il numero degli iscritti con un’università privata? «Non ha senso. Si ripeterà quello che è successo tra l’inizio degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta quando si è creata una pletora di medici che facevano fatica a trovare lavoro. Ora si parla di carenza di medici, ma non è così: mancano specialisti in Medicina d’urgenza, Anatomia patologica, Radioterapia, Chirurgia, Medicina generale e Psichiatria, perché fino agli anni del Covid c’erano poche borse per le specialità, ma poi sono state aumentate e, di fatto, sono spariti quelli che venivano chiamati camici grigi».
Resta il fatto che Medicina è a numero chiuso. «Quest’anno l’Università di Genova metterà a disposizione 369 posti per Medicina, compresi quelli riservati agli stranieri. Noi ne avevamo chiesti 270 al ministero che, però, ha deciso di salire a 360, a cui ora andranno aggiunti i 60 di Pietra Ligure: un numero esagerato. La Liguria ne avrà bisogno di poco più 300: tra il 2036 e il 2038 quando questi ragazzi saranno abilitati a lavorare nel pubblico o nel privato, avremo migliaia di medici disoccupati; dovranno impazzire per trovare un lavoro o forse all’estero. Questo sarà il quadro della Liguria, ma anche a livello nazionale dove è in calo il numero degli iscritti. Senza considerare i costi per le famiglie».
Si parla di circa 20 mila euro all’anno. «È la cifra che è arrivata anche a me. Ma, ripeto, nessuno mi ha detto niente. Non so cosa pensare: il parere dell’Ordine poteva essere utile».
Ha informazioni sulla qualità dei corsi di Medicina organizzati da Link Campus? «Non ho idea. Non sappiamo chi saranno i docenti, posso solo dire che possono attingere dagli elenchi nazionali degli abilitati, sia come ordinari che come associati».
L’Ordine ha deciso di intervenire e di chiedere un incontro alla Regione? «Vista la sempre proficua collaborazione con la Regione, siamo certi che si aprirà un dialogo anche su questo tema».