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Newsletter 2 – OMCeOGE – Commissione Intelligenza Artificiale
Il Prompt: Parlare con l’Intelligenza Artificiale
Che cos’è, perché conta, come si fa bene — e perché la qualità della domanda determina la qualità della risposta
Cari Colleghi,
nel primo numero abbiamo definito il perimetro di sicurezza dell'”Uso Chiuso”. Oggi entriamo nella pratica vera: impariamo a comunicare con l’intelligenza artificiale in modo professionale ed efficace.
Il punto di partenza è elementare, ma decisivo: capire che cosa si intende con la parola prompt — e perché è lo strumento più importante che abbiamo in mano.
01 – Il concetto di base
Prima di tutto: cos’è un prompt?
Se avete aperto ChatGPT, Gemini, Claude, Copilot o qualsiasi altro strumento di intelligenza artificiale generativa, vi siete trovati davanti a una casella di testo vuota. Nessun menù a tendina, nessun modulo da compilare: solo uno spazio bianco in attesa delle vostre parole.
Quelle parole — la domanda, l’istruzione, la richiesta che scrivete — sono il prompt.
Il prompt è il modo in cui comunicate con un’intelligenza artificiale. È l’equivalente della domanda che ponete a un collega, della consegna che date a uno specializzando, dell’indicazione che lasciate a un consulente. Ma con una differenza fondamentale:
⚠️ Differenza cruciale
L’IA non possiede il contesto che un interlocutore umano darebbe per scontato. Non sa chi siete, che specialità avete, perché state chiedendo, a chi è destinata la risposta e cosa intendete farne. Se non glielo dite esplicitamente, dovrà fare delle assunzioni — e spesso saranno sbagliate.
La qualità della risposta che ottenete dipende, prima di tutto, dalla qualità della domanda che ponete.
02 – Un principio antico
Garbage in, garbage out: un principio che ha quasi 70 anni
Questo concetto non è nuovo. Nell’informatica esiste un’espressione che lo sintetizza fin dal 1957, quando comparve per la prima volta in un articolo del Times Daily di Hammond, Indiana, che descriveva il lavoro dei matematici militari americani con i primi calcolatori elettronici a valvole:
GIGO – 1957
“Garbage in, garbage out” — spazzatura dentro, spazzatura fuori. Nessun sistema, per quanto sofisticato, può compensare un input scadente.
L’idea è in realtà ancora più antica. Già nell’Ottocento Charles Babbage, l’inventore del primo calcolatore programmabile, raccontava con una certa incredulità che in due occasioni gli era stato chiesto se la sua macchina fosse in grado di produrre risposte corrette anche ricevendo numeri sbagliati.
La domanda gli pareva assurda. E lo è ancora oggi.
Questo principio valeva per i calcolatori a schede perforate del 1957, vale per i software di analisi statistica che usiamo in ricerca clinica, e vale — oggi più che mai — per l’intelligenza artificiale generativa.
Un prompt vago produce una risposta generica.
Un prompt confuso produce una risposta incoerente.
Un prompt preciso e ben strutturato produce una risposta che può essere sorprendentemente utile. Scrivere un buon prompt non è difficile: richiede solo metodo.
03 – La tecnica fondamentale
Il meta-prompting: andare oltre la domanda
La tecnica più efficace per ottenere risposte di qualità si chiama meta-prompting.
📖 Etimologia
Il prefisso meta viene dal greco antico μετά, che significa “oltre, al di là di”.
Nel linguaggio scientifico moderno indica sempre un livello superiore rispetto al termine a cui si unisce: il metalinguaggio è il linguaggio che parla del linguaggio; la metamatematica è la matematica che ragiona sulla matematica.
Analogamente, nel meta-prompting non ci si limita a formulare una richiesta: si opera sulla struttura stessa di come quella richiesta viene costruita. Non si lavora solo sul contenuto della domanda, ma sul contesto che permetterà all’IA di rispondere in modo davvero pertinente.
In concreto, si tratta di esplicitare quattro elementi prima ancora di porre la domanda vera e propria:
1 Il vostro ruolo
Chi siete. L’IA calibra linguaggio, profondità e contenuto in base all’interlocutore. “Sono un medico di medicina generale con trent’anni di esperienza” produce una risposta molto diversa da “Sono uno studente al terzo anno”.
2 Il target
A chi è destinata la risposta. Un’informativa per un paziente anziano con bassa scolarità richiede un registro completamente diverso da una relazione per il direttore sanitario.
3 Il contesto
La situazione in cui operate. Ci sono vincoli normativi, organizzativi, clinici? Qual è il retroterra della richiesta? Più contesto fornite, meno l’IA dovrà “inventare”.
4 L’output desiderato
La forma della risposta. Un elenco puntato? Un testo discorsivo? Una tabella? Max 200 parole? Specificare il formato trasforma una risposta generica in uno strumento utilizzabile.
Vediamo la differenza in un esempio concreto. Supponiamo di voler preparare un’informativa sulla terapia antipertensiva:
❌ Prompt generico
“Parlami dell’ipertensione.”
→ L’IA produrrà un testo enciclopedico, probabilmente lungo, probabilmente generico, probabilmente inutilizzabile così com’è.
✅ Prompt con meta-prompting
“Sono un medico di medicina generale. Devo preparare un foglio informativo per i miei pazienti over 65, molti dei quali hanno bassa scolarità, sull’importanza di assumere regolarmente i farmaci antipertensivi anche quando si sentono bene. Il testo deve essere in linguaggio molto semplice, senza tecnicismi, lungo non più di una pagina, organizzato in quattro domande e risposte brevi. Il tono deve essere rassicurante ma chiaro.”
→ Provate entrambi i prompt sullo strumento che preferite: la differenza sarà evidente.
04 – Il dialogo come metodo
Dal meta-prompting al prompt iterativo: un dialogo, non un oracolo
Anche con un buon meta-prompting, è raro che la prima risposta sia esattamente ciò che serve. Ed è normale: l’IA non è un oracolo che si consulta una volta sola. È uno strumento con cui si dialoga.
Dopo aver ricevuto la prima risposta, la si affina con richieste successive.
Questo processo si chiama prompt iterativo. Ecco come potrebbe proseguire il nostro esempio:
→ “La terza risposta è troppo lunga, riducila a tre righe.”
→ “Aggiungi una domanda su cosa fare se ci si dimentica di prendere la pastiglia.”
→ “Il tono del primo paragrafo è un po’ allarmistico, ammorbidiscilo.”
→ “Ora traduci il tutto in un linguaggio adatto a un paziente con difficoltà di comprensione.”
Ogni passaggio avvicina il risultato a ciò che serve davvero. È un processo di raffinamento progressivo — non diverso, nella logica, da come si revisiona una bozza con un collaboratore.
💡 La regola pratica
Si parte dal meta-prompting per impostare la cornice, poi si usa il prompt iterativo per scolpire il contenuto. Nessuna attesa di perfezione al primo colpo: il dialogo progressivo è il metodo, non l’eccezione.
05 – Quadro normativo
I pilastri deontologici e normativi
L’utilizzo dei prompt deve sempre riflettere i valori del nostro Codice di Deontologia Medica (FNOMCeO, ed. 2014):
- Riservatezza dei dati personali — Art. 11 CDM: “Il medico acquisisce la titolarità del trattamento dei dati personali previo consenso informato dell’assistito o del suo rappresentante legale ed è tenuto al rispetto della riservatezza, in particolare dei dati inerenti alla salute e alla vita sessuale. Il medico assicura la non identificabilità dei soggetti coinvolti nelle pubblicazioni o divulgazioni scientifiche di dati e studi clinici. Il medico non collabora alla costituzione, alla gestione o all’utilizzo di banche di dati relativi a persone assistite in assenza di garanzie sulla preliminare acquisizione del loro consenso informato e sulla tutela della riservatezza e della sicurezza dei dati stessi”.
È fatto pertanto divieto assoluto di inserire nei prompt dati identificativi (nome, iniziali, codice fiscale, combinazioni di dettagli anamnestici). L’IA deve elaborare concetti e modelli, non persone reali.
- Strumenti Informatici — Art. 78 CDM: Tecnologie informatiche. Il medico, nell’uso degli strumenti informatici, garantisce l’acquisizione del consenso, la tutela della riservatezza, la pertinenza dei dati raccolti e, per quanto di propria competenza, la sicurezza delle tecniche. Il medico, nell’uso di tecnologie di informazione e comunicazione di dati clinici, persegue l’appropriatezza clinica e adotta le proprie decisioni nel rispetto degli eventuali contributi multidisciplinari, garantendo la consapevole partecipazione della persona assistita. Il medico, nell’utilizzo delle tecnologie di informazione e comunicazione a fini di prevenzione, diagnosi, cura o sorveglianza clinica, o tali da influire sulle prestazioni dell’uomo, si attiene ai criteri di proporzionalità, appropriatezza, efficacia e sicurezza, nel rispetto dei diritti della persona e degli indirizzi applicativi allegati.
- Supervisione Umana — AI Act (Reg. UE 2024/1689):Il medico è il garante ultimo. L’output dell’IA va considerato una “bozza di lavoro” che richiede sempre verifica fattuale e la sottoscrizione di responsabilità del professionista.
06 – Una premessa necessaria
L’IA evolve rapidamente: quello che vale oggi potrebbe non valere domani
L’intelligenza artificiale è un campo in evoluzione rapidissima. Strumenti, interfacce, capacità e limiti cambiano nel giro di settimane. Ciò che scriviamo in questa newsletter riflette lo stato dell’arte al momento della pubblicazione, e potrebbe non essere più completamente attuale quando la leggerete. Non è un difetto: è la natura stessa di questa tecnologia.
🎯 Il nostro obiettivo
Non consegnarvi ricette fisse, ma aiutarvi a sviluppare un metodo di approccio — una forma mentis critica e consapevole che resterà valida anche quando gli strumenti cambieranno.
Chi impara a ragionare sulla qualità dell’input, sulla struttura della domanda, sulla verifica dell’output, sarà in grado di adattarsi a qualunque evoluzione tecnologica.
🔜 I prossimi numeri
n. 3 Personalizzare l’IA: impostare preferenze, creare istruzioni permanenti che l’IA ricorderà a ogni conversazione, adattare lo strumento alla propria specialità.
n. 4 Guida ai Prompt Pronti: esempi concreti per scenari clinici e professionali quotidiani — dalla comunicazione con il paziente alla sintesi di un articolo scientifico.
Questo bollettino è un cantiere aperto. Invitiamo i colleghi a sperimentare questi consigli nella pratica quotidiana e a far pervenire quesiti, dubbi o esempi di prompt particolarmente utili alla mail della Commissione:
✉️ Contatto con la commissione: iaosservazioni@omceoge.eu
📚 Riferimenti Bibliografici e Normativi
🔹 Letteratura scientifica
1 Patil R, Heston TF, Bhuse V. Prompt Engineering in Healthcare. Electronics. 2024;13(15):2961. DOI: 10.3390/electronics13152961
2 Heston TF, Khun C. Prompt Engineering in Medical Education. International Medical Education. 2023;2(3):198-205. DOI: 10.3390/ime2030019
3 Meskó B. Prompt Engineering as an Important Emerging Skill for Medical Professionals: Tutorial. J Med Internet Res. 2023;25:e50638. PMID: 37792434. DOI: 10.2196/50638
🔹 Normativa europea
4 Regolamento (UE) 2024/1689 — AI Act. In vigore dal 1° agosto 2024. eur-lex.europa.eu
5 Regolamento (UE) 2016/679 — GDPR. eur-lex.europa.eu
🔹 Ordinamento professionale — Italia
6 FNOMCeO — Codice di Deontologia Medica 2014. Art. 9 (Segreto Professionale) e Art. 78 (Strumenti Informatici). portale.fnomceo.it
Link verificati: aprile 2026.
Dichiarazione di esclusione di responsabilità. I contenuti di questa newsletter hanno finalità esclusivamente informative e formative. Non costituiscono parere professionale, raccomandazione clinica né indicazione operativa.
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale in medicina deve avvenire nel rispetto del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), del GDPR (Reg. UE 2016/679) e della normativa vigente. OMCeOGE declina ogni responsabilità per un uso improprio o non conforme delle informazioni fornite.
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