Newsletter 1 – OMCeO GE – Commissione Intelligenza Artificiale

Caro Collega,

questa è la prima di una serie di newsletter periodiche curate dalla Commissione Intelligenza Artificiale di OMCeOGE, pensate per accompagnare i medici nell’esplorazione e nell’adozione consapevole dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario. L’obiettivo è offrire informazioni chiare, aggiornamenti normativi e consigli pratici, favorendo un approccio graduale e sicuro. Ogni numero affronterà temi rilevanti, con esempi concreti e riferimenti utili, per aiutare i professionisti a comprendere le potenzialità e i limiti di queste tecnologie. La commissione invita tutti i colleghi a partecipare attivamente, condividendo dubbi, esperienze e suggerimenti, per costruire insieme una medicina più innovativa e centrata sul paziente (iaosservazioni@omceoge.eu)

Per molti medici l’Intelligenza Artificiale evoca sentimenti contrastanti: curiosità, diffidenza, talvolta timore. È comprensibile. Ogni innovazione che entra nella pratica professionale tocca aspetti profondi della nostra identità: competenza, responsabilità, relazione con il paziente.

Eppure, mai come oggi, l’IA può rappresentare un’occasione concreta per recuperare tempo, chiarezza e concentrazione clinica, se utilizzata con metodo e prudenza.

Non si tratta di “delegare” la medicina a una macchina, ma di affiancare al medico uno strumento capace di alleggerire il lavoro ripetitivo, aiutare nella sintesi, migliorare la comunicazione e supportare lo studio continuo.

Il punto non è se l’IA entrerà nella nostra professione. Il punto è come vogliamo farla entrare.

Iniziare senza strappi: l’“Uso Chiuso” come scelta di buon senso

Il modo migliore per avvicinarsi all’IA è farlo senza forzature, in un contesto controllato e sicuro.

Per questo motivo, la Commissione IA dell’Ordine propone di partire dall’Uso Chiuso.

Che cosa significa, concretamente?

Significa usare l’IA come:

– uno spazio separato;
– uno strumento di supporto al pensiero;
– un aiuto alla scrittura, alla sintesi, alla riformulazione.

Sempre:

– senza inserire dati identificativi;
– senza integrazione con cartelle cliniche o gestionali;
– senza automatismi decisionali.

In questo modo l’IA non entra nel processo clinico, ma resta sotto il pieno controllo del medico.

È un approccio che tutela:

– il paziente;
– il professionista;
– la serenità operativa di chi sta imparando.

Un messaggio importante: non serve essere “tecnologici”

Non è necessario essere esperti di informatica né “entusiasti digitali”. L’IA generativa moderna è pensata per dialogare in linguaggio naturale: si usa scrivendo, come se si stesse parlando con un collega.

Molti medici che l’hanno provata con gradualità riferiscono lo stesso effetto: “Non mi ha complicato il lavoro, me lo ha chiarito.”

È questo il criterio guida: se non semplifica, non serve.

Privacy e responsabilità: usare l’IA in modo sereno

Un uso corretto dell’IA parte dal rispetto di alcuni principi semplici ma fondamentali.

DAL PUNTO DI VISTA DELLA PRIVACY

Il Regolamento (UE) 2016/679 – GDPR ci ricorda che:

– i dati sanitari sono altamente sensibili;
– il medico è responsabile del loro trattamento;
– valgono i principi di minimizzazione, finalità e responsabilità (accountability).

Nell’Uso Chiuso, questi principi si traducono in buone pratiche concrete:

– descrivere i casi in modo generico;
– evitare dettagli che rendano il paziente identificabile, anche indirettamente;
– non utilizzare l’IA come archivio o memoria clinica.

Così facendo, si riducono in modo sostanziale i rischi privacy; la piena conformità normativa dipende comunque dal contesto, dallo strumento utilizzato e dalle impostazioni adottate.

DAL PUNTO DI VISTA MEDICO-LEGALE

È bene ricordarlo con chiarezza:

– l’IA non formula diagnosi;
– l’IA non prende decisioni cliniche;
– l’IA non ha responsabilità giuridica.

La responsabilità resta sempre del medico. Questo non è un limite, ma una garanzia: l’IA supporta, il medico decide.

Tale principio è coerente con:

– le indicazioni della FNOMCeO sul ruolo e la responsabilità del professionista;
– il Regolamento (UE) 2024/1689 – Artificial Intelligence Act (AI Act), entrato in vigore il 1° agosto 2024, che richiede supervisione umana per gli usi sanitari ad alto rischio.

Quale Intelligenza Artificiale scegliere?

Un confronto pratico per orientarsi

ChatGPT

Modello linguistico generalista

Scrittura, sintesi, riformulazione

Molto intuitiva; utile per comunicazione e bozze

Verificare sempre i contenuti clinici

Claude

Modello linguistico

Analisi testi lunghi

Buona per relazioni cliniche e articoli

Meno orientata alla ricerca

Gemini

IA integrata Google

Gestione documenti

Utile per riassumere file e appunti

Attenzione a privacy ed ecosistema

Copilot

IA integrata Microsoft

Lavoro redazionale

Supporto efficace in Word ed Excel

Più utile con licenze business

Perplexity

Motore di ricerca IA

Aggiornamento rapido

Fornisce fonti e link diretti

Non sostituisce lettura critica

OpenEvidence

IA clinica

Evidence-based medicine

Basata su PubMed e linee guida

Non adatta a testi narrativi

💡 CONSIGLIO OPERATIVO

Scegliere una sola IA, usarla con continuità per alcune settimane e valutarne l’impatto reale sul proprio lavoro.

Imparare a fare le domande giuste: il passo successivo

Molti restano delusi dall’IA non perché lo strumento sia inefficace, ma perché le domande sono vaghe o mal poste.

Vale un principio semplice e noto: “Garbage in, garbage out.”

Nel prossimo approfondimento verrà spiegato:

– come formulare domande efficaci (prompt);
– come personalizzare le risposte;
– come ottenere output realmente utili per la pratica clinica.

Un invito finale

L’Intelligenza Artificiale non è una scorciatoia, né una minaccia. È uno strumento nuovo, che va conosciuto, testato e governato. Iniziare in modo prudente non significa essere diffidenti. Significa essere professionisti consapevoli.

E forse, proprio da qui, può nascere una medicina un po’ più leggera, più chiara e più centrata sul paziente.

🌍 Riferimenti internazionali

Ethics and Governance of Artificial Intelligence for Health (2021)

📥 PDF ufficiale: https://www.who.int/publications/i/item/9789240029200

European Commission – Health & AI

📥 Raccomandazioni e policy sanitarie: https://health.ec.europa.eu/ehealth-digital-health-and-care/artificial-intelligence-healthcare_en

🔵 Italia – Ordini professionali e sanità

FNOMCeO – Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri

📥 Portale ufficiale: https://portale.fnomceo.it

Garante per la Protezione dei Dati Personali (Italia)

📥 Sanità e ricerca scientifica: https://www.garanteprivacy.it/temi/sanita-e-ricerca-scientifica

Link verificati in data: febbraio 2026

Dichiarazione di esclusione di responsabilità

I contenuti di questa newsletter hanno finalità esclusivamente informative e formative. Non costituiscono parere professionale, raccomandazione clinica né indicazione operativa.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale in medicina deve avvenire nel rispetto della Legge italiana n. 234/2025, del Regolamento (UE) 2023/284 (“AI Act”), del GDPR (Reg. UE 2016/679) e della normativa vigente sui dispositivi medici.

OMCeO GE declina ogni responsabilità per un uso improprio o non conforme delle informazioni fornite.

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